Johann Fichte
Vita
Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) studiò teologia a Jena e Lipsia. Insegnò a Jena dal 1794 al 1799.
Nel 1799 entrò a contatto con i romantici. Durante l'occupazione francese di Berlino, tenne delle conferenze per incitare i tedeschi a riconquistare la libertà ( "i discorsi alla nazione tedesca")
Dal 1810 insegnò all'università di Berlino.
Pensiero filosofico
Nel "Fondamento dell'intera dottrina della scienza" Fichte afferma che l' "io" non può limitarsi ad ordinare il conoscibile, tramite le forme a priori trascendentali (io-penso di Kant), ma deve produrre se stesso attraverso una intuizione intellettuale , presente sia nel singolo individuo ( io empirico) che nella sua assenza trascendentale ( io assoluto)
⇢ "agiamo perchè conosciamo, ma conosciamo perchè siamo destinati ad agire"
Fichte pone la pratica a fondamento della conoscenza. Per egli la filosofia è una scienza che parte da un unico principio: l'io che pone se stesso
La dottrina della scienza teorica
1° Principio
Io che pone se stesso → Io=Io
↓
attività autocreatrice
attività originale che sta al fondamento di ogni attività,
e non presuppone alcun oggetto, ma lo pone
2° Principio
Io pone il non-Io
↓
l'Io ponendo se stesso (tesi) pone anche l'altro da sé (antitesi),
allo scopo di comprendere se stesso attraverso la natura, gli oggetti,
il mondo che rappresentano il non Io
↓
altro da sé = ostacolo indispensabile alla sua attività
3° Principio
l'Io oppone, nell'Io, ad un Io divisibile un non-Io divisibile
↓
è la sintesi, la conciliazione tra i due opposti.
Io e non-Io coesistono e in un rapporto di determinazione reciproca
Doppio rapporto tra Io e non-Io:
Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) studiò teologia a Jena e Lipsia. Insegnò a Jena dal 1794 al 1799.
Nel 1799 entrò a contatto con i romantici. Durante l'occupazione francese di Berlino, tenne delle conferenze per incitare i tedeschi a riconquistare la libertà ( "i discorsi alla nazione tedesca")
Dal 1810 insegnò all'università di Berlino.
Pensiero filosofico
Nel "Fondamento dell'intera dottrina della scienza" Fichte afferma che l' "io" non può limitarsi ad ordinare il conoscibile, tramite le forme a priori trascendentali (io-penso di Kant), ma deve produrre se stesso attraverso una intuizione intellettuale , presente sia nel singolo individuo ( io empirico) che nella sua assenza trascendentale ( io assoluto)
⇢ "agiamo perchè conosciamo, ma conosciamo perchè siamo destinati ad agire"
Fichte pone la pratica a fondamento della conoscenza. Per egli la filosofia è una scienza che parte da un unico principio: l'io che pone se stesso
La dottrina della scienza teorica
1° Principio
Io che pone se stesso → Io=Io
↓
attività autocreatrice
attività originale che sta al fondamento di ogni attività,
e non presuppone alcun oggetto, ma lo pone
2° Principio
Io pone il non-Io
↓
l'Io ponendo se stesso (tesi) pone anche l'altro da sé (antitesi),
allo scopo di comprendere se stesso attraverso la natura, gli oggetti,
il mondo che rappresentano il non Io
↓
altro da sé = ostacolo indispensabile alla sua attività
3° Principio
l'Io oppone, nell'Io, ad un Io divisibile un non-Io divisibile
↓
è la sintesi, la conciliazione tra i due opposti.
Io e non-Io coesistono e in un rapporto di determinazione reciproca
Doppio rapporto tra Io e non-Io:
- l'io pone se stesso come determinato dal non-Io → avviene nella coscienza, che trova fuori di sé un'oggetto
- l'io pone il non-Io come determinato dall'Io→ avviene nell'azione, che determina il mondo degli oggetti

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